Piazza Guerrazzi

Piazza Guerrazzi è una piazza di Livorno ubicata lungo la via Grande, all’interno della città pentagonale progettata da Bernardo Buontalenti. Qui si trova il monumento al medesimo Francesco Domenico Guerrazzi, realizzato da Lorenzo Gori. La piazza si chiamò in origine piazzetta di Porta a Pisa, poi piazza di Santa Barbara, piazza dello Spedale (in riferimento al vicino ospedale di Santa Barbara) e piazza del Picchetto dal 1866 fino al 1873 quando ebbe il nome attuale. Nei pressi si trovava l’antica chiesa di Santa Barbara.

Storia

In epoca medioevale, ancor prima della fondazione della città medicea, l’area dell’attuale piazza Guerrazzi era il punto d’incontro tra due importanti strade che collegavano il piccolo borgo labronico a Pisa e alla campagna di Salviano; inoltre qui, secondo la tradizione, sorgeva un’antica pieve dedicata a Santa Giulia, successivamente integrata nella chiesa di Santa Barbara.

Nel 1577 furono avviati i lavori per la città fortificata voluta dai Medici: su progetto del Buontalenti l’abitato fu chiuso all’interno di un sistema di fossi e, nei pressi della citata pieve, fu innalzata la Porta a Pisa, con la creazione di una piccola corte interna al varco.

Nel XVIII secolo, sul lato settentrionale della piazza sorse il Palazzo del Picchetto, attribuito a Giovan Battista Foggini, mentre, nel secolo successivo, l’area adiacente alle fortificazioni fu occupata dal Cisternino di città, il monumentale serbatoio progettato daPasquale Poccianti per il rifornimento idrico del centro cittadino.

Proprio la demolizione della Porta a Pisa, avvenuta intorno agli anni quaranta dell’Ottocento con la costruzione della nuova cinta daziaria, portò Poccianti a rivedere il disegno del Cisternino, dotando l’edificio di un nuovo prospetto lungo la via Grande. La suddetta strada fu prolungata quindi sino alla vasta piazza dei Granduchi (oggi della Repubblica); pertanto la piccola piazza, chiusa tra l’abside del Cisternino e il Palazzo del Picchetto, cessò la sua funzione di raccordo tra la città buontalentiana ed i sobborghi esterni in favore della grande volta sul Fosso Reale progettata da Luigi Bettarini.

Nel 1851, sul lato opposto alla chiesa di Santa Barbara, fu edificiato il “Caffè della Posta”, frequentato da personaggi di spicco come Giovanni Marradi, Giosuè Carducci e lo stesso Guerrazzi. Nel dicembre del 1923, nel lotto di terreno occupato dal giardino del Caffè, fu inaugurato il piccolo Cinema – Teatro Lazzeri, celebre per i suoi spettacoli cinematografici e di varietà.

Tuttavia, l’assetto della piazza subì importanti cambiamenti nel secondo dopoguerra, quando, a seguito delle devastazioni belliche subite dall’intero centro cittadino, fu demolita la maggior parte degli edifici storici. Il lato settentrionale, delimitato dal Picchetto e dal Cisternino, rimase sostanzialmente intatto, mentre gli altri immobili, ad esclusione del Cinema – Teatro Lazzeri, furono totalmente ricostruiti; l’antica chiesa di Santa Barbara, sopravvissuta ai bombardamenti, fu abbattuta per consentire la realizzazione dei porticati lungo la via Grande. Al centro di piazza Guerrazzi fu quindi collocata un’antica colonna proveniente dai demoliti loggiati progettati da Alessandro Pieroni in piazza Grande.

Sul finire del Novecento la colonna è stata rimossa per consentire la realizzazione di un parcheggio sotterraneo nella medesima area: i lavori, completati tra molte difficoltà, hanno portato alla creazione di uno spazio incapace di dialogare col contesto urbanistico circostante, come amaramente sottolineato dallo storico Dario Matteoni.
Nella seconda metà del XIX secolo vi venne collocato il monumento a Francesco Domenico Guerrazzi, di Lorenzo Gori.

Palazzo del Picchetto

In piazza Guerrazzi, sul lato nord, troviamo il palazzo del Picchetto, o più semplicemente noto come Picchetto, sorge nel centro di Livorno, lungo la via Grande, delimitando al contempo il lato nord occidentale di piazza Guerrazzi.

L’edificio, che si inserisce a pochi metri dal Cisternino di città e dal monumento a Francesco Domenico Guerrazzi, è stato sede, fino ad un recente passato, del Comando di Presidio (XX Comando Zona).

Fu costruito nel 1701 su disegno del celebre architetto Giovan Battista Foggini. Pochi anni dopo, intorno al 1707, l’edificio fu ristrutturato ed ampliato da Giovanni del Fantasia per volere del granduca Cosimo III de’ Medici come riportato dalla lapide posta sulla facciata di via Grande, che cita “amplitudinem donavit”.

Il Picchetto sorse come caserma militare nei pressi della Porta a Pisa (scomparsa intorno alla metà dell’Ottocento), all’interno della città fortificata ideata da Bernardo Buontalenti; nei pressi sorgevano la chiesa di Santa Barbara e, sin dall’epoca medioevale, la piccola cappella di Santa Giulia (entrambe scomparse).

Peraltro, il palazzo, assieme al vicino Cisternino di città, è l’unica struttura posta sulla via Grande ad essere scampata alle distruzioni legate alla seconda guerra mondiale, quando l’intera strada fu oggetto di devastanti bombardamenti, assieme a buona parte del centro storico della città, all’epoca occupato dai tedeschi.

Il palazzo presenta una pianta ad “L”, con una facciata solida e maestosa. Il prospetto fu decorato con sculture di Andrea Vaccà, da Carrara, che realizzò due pelli di tigre, aperte e munite di testa e zampe, sopra le porte laterali dell’edificio.

Sulla facciata di via Santa Barbara è posta una lapide, datata 1962, nella quale si ricorda che di fronte al palazzo, nella zona della scomparsa chiesa di Santa Barbara (1581), sorgeva una chiesa di epoca longobarda dedicata a Santa Giulia di Porto Pisano, che fu distrutta dalle truppe di Carlo I d’Angiò nel 1268.

L’interno è caratterizzato da un cortile delimitato da eleganti loggiati disposti su più ordini.

Fonte: Wikipedia

Powered & Managed by DURANTI PUBBLICITÀ
P.IVA 01772560494 • Sede Legale: Via Solferino 59, Livorno
in collaborazione con Stefano Ph.

Translate »